“Disabilità è discriminazione”. È partendo da questa affermazione forte e inequivocabile che si è sviluppato un confronto cruciale sul tema dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L’obiettivo è superare stigmi e pregiudizi radicati, trasformando la società in un luogo di reale inclusione e pari opportunità. In un recente e importante incontro, l’ANFFAS Nazionale ha ribadito il suo ruolo fondamentale nel garantire che le voci delle persone con disabilità e dei loro familiari siano ascoltate al più alto livello istituzionale. L’occasione è stata la preparazione del PNRR (Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio), all’interno del quale la Legge Delega per la disabilità rappresenta uno strumento promettente.
Questa riforma, approvata dal Consiglio dei Ministri nel 2021, prevede un cambiamento di paradigma: nuove definizioni della condizione di disabilità, una revisione dei processi di accertamento e l’unificazione delle valutazioni. Cuore del sistema sarà l’istituzione di un Garante Nazionale, coordinato con un Collegio Nazionale, con il preciso mandato di prevenire e combattere il rischio di segregazione e discriminazione. Un esempio concreto di questo impegno è il progetto “AAA – Antenne Antidiscriminazione Attive”, promosso da ANFFAS e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il progetto, della durata di 18 mesi, si rivolge specificamente al contrasto della discriminazione verso le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.
Durante un convegno dedicato, sono emerse le linee guida essenziali per questa battaglia, allineate con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia nel 2019. La discriminazione non è sempre palese. Spesso si nasconde nell’indifferenza, nel pregiudizio o nella negazione di diritti fondamentali. Ecco i punti chiave emersi per riconoscerla e combatterla:
- L’Accomodamento Ragionevole: È necessario adottare soluzioni personalizzate, frutto di una valutazione individuale e interattiva con la persona, per rimuovere barriere e garantire pari opportunità.
- Attenzione alle Disabilità Intellettive: È cruciale porre una lente d’ingrandimento sulle specifiche forme di discriminazione che colpiscono le persone con disabilità intellettive e le loro famiglie.
- Empowerment: Promuovere il “potere della conoscenza” è fondamentale per consentire scelte consapevoli e autonome.
- Doppia Discriminazione: Le donne con disabilità, che soffrono di un tasso di occupazione inferiore, subiscono una doppia discriminazione, all’incrocio tra disabilità e genere.
- Strumenti Operativi: Servono strumenti concreti per impedire che la discriminazione avvenga e per rimuovere le azioni dannose che ne derivano.
L’inclusività, che si tratti di trasporti accessibili o di sostegno efficace per gli studenti, non è un atto di carità, ma un diritto che conduce verso una piena uguaglianza. A conclusione dell’incontro, è stato richiamato il toccante decalogo del Prof. Mario Mozzanica, già docente di Politica Sociale. Le sue “Tre A” offrono una prospettiva socio-culturale profonda per sradicare il fenomeno discriminatorio:
Ascoltare – Attendere la Gioia – Arricchire – Affidarsi – Accompagnare – Ammirare – Animare – Annunciare.
Questi verbi disegnano un percorso relazionale basato sull’ascolto, sulla pazienza e sul riconoscimento del valore di ogni individuo. Sono un monito a costruire una società dove la diversità sia vista non come un limite, ma come un’opportunità di arricchimento collettivo.
Perché, in fondo, dove vive bene una persona con disabilità, viviamo bene tutti.

Dalla parte delle persone con disabilità.