C’è un video che sta facendo il giro del mondo, un’immagine che racconta più di mille discorsi. Giorgia Meloni, ministri e deputati di Fratelli d’Italia che saltano cantando “chi non salta comunista è”. Mentre il Paese affronta crisi profonde, loro ballano. Mentre i cittadini soffrono, loro festeggiano. È la fotografia perfetta di una politica che ha perso ogni contatto con la realtà.
Questo non è solo cattivo gusto, non è semplice goliardata, è il simbolo di una classe dirigente che si è arroccata nel potere, che vive in una bolla dorata dove i problemi della gente non entrano. Mentre le famiglie fanno i conti con bollette impossibili, loro si dedicano a sceneggiate imbarazzanti.
Quando il potere diventa uno spettacolo, la democrazia si trasforma in una beffa. I cittadini meritano serietà, non pagliacciate. (Sandro Pertini)
L’Italia è oggi spaccata in tre. In cima ci sono i poteri forti, quelli che decidono davvero. Poi viene la casta politica, che dovrebbe rappresentare il popolo ma che in realtà rappresenta solo se stessa. All’ultimo posto, in fondo alla scala, c’è il popolo italiano, quello che paga le tasse, che lavora, che cerca di arrivare alla fine del mese. I politici hanno rubato ai cittadini due cose fondamentali “la sovranità e la dignità”. Hanno trasformato il Parlamento in un teatro, la politica in una recita, il potere in un privilegio, mentre loro si divertono, il Paese affonda.
La sovranità appartiene al popolo, ma questi signori l’hanno sequestrata. È ora di riprendercela. (Vincenzo Fiore)
La povertà assoluta colpisce milioni di persone, il lavoro precario è diventato la norma, i servizi pubblici collassano. E intanto la politica cosa fa? Organizza flash mob, litiga in televisione, si dedica alla guerra tra poveri. Destra contro sinistra, nord contro sud, giovani contro anziani.
Divide et impera, mentre i veri problemi restano irrisolti. Ma c’è una verità che questi signori dimenticano, che il potere che hanno non è loro, è un prestito che i cittadini gli hanno concesso. E come ogni prestito, può essere revocato. I cittadini hanno il dovere di ribellarsi a questo scempio, di riprendersi ciò che gli è stato rubato. Non con la violenza, ma con la partecipazione. Non con l’odio, ma con la consapevolezza. Non con la rassegnazione, ma con l’impegno civile.
Non siamo sudditi, siamo cittadini sovrani. È ora di comportarci come tali. (Filippo Burgio)
I cittadini sono chiamati a giudicare i loro comportamenti. Dobbiamo costruire un’Italia dove la politica torni ad essere un servizio, non un affare. Dove i rappresentanti siano servi del popolo, non padroni. Dove il potere sia un peso da portare con umiltà, non un privilegio da ostentare. Il cambiamento inizia da noi, dalla nostra capacità di dire basta. Basta alle sceneggiate, basta alle bugie, basta allo sfarzo. Dobbiamo pretendere una politica competente e onesta, non vogliamo politici che ballano sul Titanic mentre affonda.
L’Italia merita di meglio… Noi cittadini meritiamo di meglio! E lotteremo per ottenerlo.
