Il discorso della premier Giorgia Meloni in Parlamento l’11 marzo ha lasciato l’impressione di una leadership più impegnata a spostare le responsabilità che ad assumerle. Sul caro carburanti, invece di spiegare quali scelte politiche il governo intenda compiere, la linea è stata quella di indicare possibili speculazioni delle aziende e promettere eventuali interventi fiscali contro chi approfitta della crisi.
Anche sulla crisi internazionale, la posizione è apparsa prudente e calibrata: la premier ha definito l’intervento militare contro l’Iran fuori dal diritto internazionale ma ha ribadito che l’Italia non vuole entrare in guerra. Tuttavia, a molti osservatori è sembrato un intervento evasivo, più orientato alla gestione politica del momento che alla chiarezza sulle responsabilità e sulle scelte future. In un momento in cui cittadini e imprese soffrono l’aumento dei prezzi dell’energia e guardano con preoccupazione agli scenari internazionali, la sensazione è che agli italiani servano meno spiegazioni difensive e più decisioni concrete.
La Meloni continua a prendere in giro gli italiani…
